Ovunque tu vada, vacci con tutto il tuo cuore

Un incontro di sguardi, parole e visioni che ha visto protagonisti lo scrittore e regista Antonio Monda e l’artista Mimmo Centonze con la mediazione della conduttrice Felicia Cigorescu in un viaggio profondo tra letteratura, fede e riscatto. Definito dal New York Times come "il custode della gloria di New York", Antonio Monda ha portato a Riva dei Ginepri le atmosfere del suo ultimo romanzo "Una mattina gloriosa". Sullo sfondo di una Manhattan che nei primi anni Venti si apprestava a strappare a Parigi lo scettro di capitale culturale e finanziaria del mondo, Monda muove una narrazione corale in cui si intrecciano personaggi reali e inventati.
A colpire il pubblico è stata soprattutto la straordinaria empatia dello scrittore verso le fragilità umane. Monda, dichiaratosi orgogliosamente "Dostoevskiano", ha confessato il suo legame speciale con una figura del libro: Joseph Stransky, sfortunato direttore della New York Philharmonic. «Stransky visse il dramma di non avere talento, schiacciato tra due giganti come Gustav Mahler e Arturo Toscanini», ha spiegato Monda, leggendo un estratto toccante. «Eppure continuava a esercitarsi dodici ore al giorno. È il personaggio a cui voglio più bene perché rappresenta lo sforzo, l’abnegazione, l'aria grigia in cui tutti noi ci muoviamo».
Il dialogo si è poi spostato su temi universali come la fede e il dubbio. Con una potente metafora teologica e cinematografica (citando anche il regista Terrence Malick), Monda ha descritto la condizione umana come il "Sabato Santo": quell'intervallo di tempo sospeso, denso di angoscia e attesa, che separa l'orrore della crocifissione del venerdì dalla speranza della resurrezione domenicale. Una riflessione sulla necessità di "scendere a terra e sporcarsi le mani", abbandonando le comode contemplazioni ideali.
A fare da controcanto visivo alle parole di Monda, la splendida scultura "Conversione"di Mimmo Centonze, posizionata a pochi passi dal bagnasciuga. Centonze – uno dei talenti più fulgidi della pittura e scultura italiana, già protagonista alla Biennale di Venezia – ha dialogato sul senso di "pieno e vuoto" che caratterizza la sua opera.
