A Riva dei Ginepri, l’arte si fa anima: Antonio Monda e Mimmo Centonze accendono l’anteprima del MATIFF

04.08.2026 17:42

 

Marina di Pisticci (MT) 3 Agosto 2026. C'è un momento preciso, poco prima che la luce del giorno si tuffi nel Mar Jonio, in cui la costa lucana rivela la sua magia piu' autentica. E' qui, nella splendida cornice naturale di Riva dei Ginepri a Marina di Pisticci che si è  accesa l'anteprima della VII edizione del MATIFF (Matera International Film Festival) . Tra il profumo della macchia mediterranea, la sabbia dorata e il sussurro della risacca, il pubblico ha assistito a un dialogo raro e magnetico, capace di unire la New York dei primi del Novecento con la forza ancestrale della scultura contemporanea.
 
 Nella foto da sinistra Mimmo Centonze, Antonio Monda e Felicia Cigorescu 
 

Un incontro di sguardi, parole e visioni che ha visto protagonisti lo scrittore e regista Antonio Monda e l’artista Mimmo Centonze  con la mediazione della  conduttrice Felicia Cigorescu in un viaggio profondo tra letteratura, fede e riscatto. Definito dal New York Times come "il custode della gloria di New York", Antonio Monda ha portato a Riva dei Ginepri le atmosfere del suo ultimo romanzo "Una mattina gloriosa". Sullo sfondo di una Manhattan che nei primi anni Venti si apprestava a strappare a Parigi lo scettro di capitale culturale e finanziaria del mondo, Monda muove una narrazione corale in cui si intrecciano personaggi reali e inventati.

A colpire il pubblico è stata soprattutto la straordinaria empatia dello scrittore verso le fragilità umane. Monda, dichiaratosi orgogliosamente "Dostoevskiano", ha confessato il suo legame speciale con una figura del libro: Joseph Stransky, sfortunato direttore della New York Philharmonic. «Stransky visse il dramma di non avere talento, schiacciato tra due giganti come Gustav Mahler e Arturo Toscanini», ha spiegato Monda, leggendo un estratto toccante. «Eppure continuava a esercitarsi dodici ore al giorno. È il personaggio a cui voglio più bene perché rappresenta lo sforzo, l’abnegazione, l'aria grigia in cui tutti noi ci muoviamo».

Il dialogo si è poi spostato su temi universali come la fede e il dubbio. Con una potente metafora teologica e cinematografica (citando anche il regista Terrence Malick), Monda ha descritto la condizione umana come il "Sabato Santo": quell'intervallo di tempo sospeso, denso di angoscia e attesa, che separa l'orrore della crocifissione del venerdì dalla speranza della resurrezione domenicale. Una riflessione sulla necessità di "scendere a terra e sporcarsi le mani", abbandonando le comode contemplazioni ideali.

A fare da controcanto visivo alle parole di Monda, la splendida scultura "Conversione"di Mimmo Centonze, posizionata a pochi passi dal bagnasciuga. Centonze – uno dei talenti più fulgidi della pittura e scultura italiana, già protagonista alla Biennale di Venezia – ha dialogato sul senso di "pieno e vuoto" che caratterizza la sua opera.

  La scultura "Conversione" di Mimmo Centonze
 
La scultura mostra la sagoma di un uomo scavata e modellata all'interno di un cumulo di ferri vecchi e rifiuti industriali. «Ci dà il senso di una speranza», ha raccontato l'artista lucano. «La prospettiva che si possa uscire da una condizione difficile, brutta o tagliente – come una malattia o un senso di abbandono – per anelare a qualcosa di bello e di luce».
Centonze ha svelato come lo studio approfondito delle Sacre Scritture abbia influenzato la sua concezione dell'arte: un passaggio continuo dalla materia pesante e degradata a una dimensione immateriale e spirituale. Un concetto che si sposa perfettamente con l'opera di Monda, dove i personaggi ammassati sul molo di New York sembrano cercare disperatamente un "pieno" in quel vuoto dell'attesa. «Il libro di Antonio è vivo, avvincente», ha concluso Centonze, «l’ho bruciato in poche ore perché, pur essendo letteratura, ha la forza immediata di un quadro».
L'anteprima del MATIFF ha dimostrato ancora una volta come la Basilicata non sia solo una meta di straordinaria bellezza paesaggistica, ma anche un incubatore di riflessione culturale di respiro internazionale. Guardando il mare di Marina di Pisticci, tra le suggestioni di una New York d'altri tempi e il riscatto vibrante del ferro battuto di Centonze, il pubblico ha riscoperto la verità di una frase dell'Idiota citata durante la serata: la vera bellezza è quella dell'animo, e forse, è proprio quella che salverà il mondo.
 
Francesco Zaccaro

 

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