10.02.2019 00:00

DALLA SOLARE POLIGNANO ALLA SPLENDIDA ALBEROBELLO, UN VIAGGIO IN TERRA DI BARI di Giovanna De Giglio

Scogliere a picco sul mare, acqua cristallina, onde ruggenti. Un  passaggio di altri tempi e di altri luoghi.  Se non ci fossero le cale sabbiose di Capitolo penseremmo di essere altrove, magari in Liguria o in un altro angolo del mondo.  E invece siamo a Polignano a Mare, in provincia di Bari, a trenta chilometri dal capoluogo pugliese (ci si arriva percorrendo la statale 16 che collega Bari con Brindisi). E’ da questa  cittadina solare che  parte il nostro itinerario per chi , o con il sacco a pelo , o con il sacco a pelo o diretto verso masserie agrituristiche (questa parte della Puglia ne e’ ricchissima) vuole scoprire l’altra parte dell”Apulia”.

I giovani a Polignano  accorrono a frotte per assaggiare il gelato del  “mago” o il caffè speciale, una sorta di “irish coffee” da gusto piu’ mediterraneo.  E poi via verso altri lidi, non prima di aver assaporato una cena a base di trenette  ai frutti di mare . Pochi chilometri  e siamo a Monopoli , ridente cittadina marittima, circondata  da un’alta muraglia, testimonianza della  dominazione spagnola.  Dalla “villa”  comunale  ci si inoltra , attraverso stretti vicoli  nel centro storico. Qui  è tutto un pullulare di  chiesette , tra cui spicca la cattedrale del XII secolo, restaurata nel Settecento e Santa Maria Amalfitana,  una piccola chiesa romanica a tre navate. La bellezza di Monopoli  sta nella varietà paesaggistica delle contrade – se ne contano  più di cinquanta tra Cristo Re, Assunta, Correggia – immerse nelle campagne tra uliveti e vigneti, dove ci sono anche costruzioni a trullo.  A pochi chilometri da queste zone verdi, il mare.  Val la pena di visitare Capitolo, una zona costiera , ricca di spiagge e di sabbia e di scogliere a picco su un mare  limpido.

L’offerta  è variegata : da alberghi e residence per i più esigenti  a campeggi  e masserie  agrituristiche più a portata di tutte le tasche.  Ma l’estate non è solo mare , sono sempre più numerosi  gli amanti della tranquillità  e gli appassionati di tradizioni , sagre e posti caratteristici.  Per questa fetta di turisti la Murgia meridionale riserva posti da favola.

Da Monopoli, prendendo il bivio per Alberobello siamo in piena Murgia, dove “paesi in calce”, arroccati sul suolo  calcareo ricordano  i paesaggi greci, mediterranei ricchi di uliveti, macchie di carrubi,  o lecci e  di candore inimmaginabile.

Punto di partenza per questo viaggio nei misteri della civiltà contadina  è Alberobello, a 416 metri di altezza, conta una popolazione di oltre diecimila abitanti. La sua fama  la deve al trullo (ce ne sono oltre un migliaio), dal greco “tholos”  la caratteristica costruzione in pietra conica  che si restringe  fino a formare una cupola  pittosto aguzza che termina in un pinnacolo  bianco, chiamato trullo. L’origine dei trulli si perde nella notte dei tempi. Anticamente gia’ nelle Cicladi e nell’isola di Creta  esistevano cripte coniche, così nell’Argolide  c’erano case di pietra a forma di cono.

I trulli pugliesi sono fatti di materiale calcareo. Una serie di lastre di color grigio (le cosiddette “chiancarelle”) sono disposte su una base quadrangolare, senza malta, una sull’altra in modo alternato e con pendenza verso l’esterno, fino a formare  un cono sulla cui punta  sono dipinti simboli cristiani o pagani  di significato allegorico o propiziatorio orientati in direzione del sole , una  delle  prime divinità pagane della storia.  L’interno di un trullo narra la storia  della civiltà contadina pugliese.

Appena si entra una cassapanca in legno intarsiato  contiene il corredo della futura sposa tramandato da madre in figlia.  E poi il telaio, la mensola, il camino con i prodotti  tipici pugliesi: pomodori rossi, cipolla, salumi e aglio e immancabile il “treppiedi” su cui si appoggiano grossi pentoloni in rame. Su un antico comodino le foto dei santi Cosimo e Damiano. La loro presenza è d’uopo: sono i protettori di Alberobello.

Tappa obbligata per il turista è  il “Trullo Sovano” – dichiarato nel 1930 monumento nazionale – consta di dodici trulli  ed ha più di duecento anni. Da non dimenticare il trullo siamese, nel rione  monti, un antico trullo doppio senza finestra; della “Cantina del Mylord” la costruzione più grande (sei metri per sei) : e della “Corte Matarrese”, un trullo enorme con tante stanze e locali.

La visita ad Alberobello continua tra i vicoli stretti non battuti dal turista tradizionale, dove tra un assaggio  di vini , liquori e paste di mandorle locali, si possono ammirare le botteghe artigiane di scialli e pizzi ricamati a mano e i caratteristici  ricordini scolpiti su pietra.   E per gli amanti delle passeggiate c’è  “Bosco Selva”, attrezzato con bar e campo da tennis, è il luogo ideale per fare una scampagnata ma anche del campeggio.

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