Meringhe alla nocciola della Tuscia: il dolce della tradizione viterbese protagonista dello show cooking

26.10.2026 10:03
 
Il 20 ottobre 2026 a Viterbo l'appuntamento inaugurale del "Viaggio alla scoperta del gusto e delle tradizioni" nelle province di Rieti e Viterbo
Croccanti fuori, leggere dentro, profumate di frutta secca tostata: le meringhe alla nocciola della Tuscia aprono il percorso enogastronomico promosso dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo e dall'Azienda Speciale Centro Italia nell'ambito di "Turismo e cultura nell'Alto Lazio – Edizione 2026". Martedì 20 ottobre, a Viterbo, lo chef Ivan Tiani del ristorante La Bella Venere di Caprarola guiderà il pubblico alla scoperta di una ricetta che racchiude l'anima contadina e artigiana del territorio.
Un dolce nato dall'incontro di due eccellenze
Le meringhe alla nocciola nascono dall'unione tra la leggerezza della classica meringa francese e l'aroma inconfondibile della Nocciola della Tuscia. Nelle cucine contadine e nelle botteghe artigiane di Viterbo e dintorni, gli albumi montati a neve con lo zucchero, arricchiti con granella o farina di nocciole locali, hanno dato vita a una variante rustica e profumata.
 
 Meringhe alla nocciola 
 
Questi dolcetti rientrano tra i dolci da forno e da passeggio della tradizione viterbese, accanto a tozzetti e ciambelline al vino. La croccantezza della frutta secca tostata esalta e bilancia la dolcezza dell'albume.
Le radici: dai Romani ai Monti Cimini
Dietro la ricetta c'è una storia agricola lunghissima. La coltivazione del nocciolo nella Tuscia ha origini antichissime, che risalgono addirittura all'epoca romana. I terreni di origine vulcanica dei Monti Cimini offrono un ambiente ideale per la crescita di questo frutto, divenuto uno dei pilastri dell'economia e della gastronomia locale. Assaggiare queste meringhe significa assaggiare il paesaggio da cui provengono.
La ricetta, passo dopo passo
La preparazione è alla portata di tutti e le dosi sono pensate per due persone.
Ingredienti
33 g di albume (circa un albume di uovo medio)
57 g di zucchero semolato
110 g di zucchero a velo
Nocciole a km 0 della Tuscia, intere o tritate grossolanamente
1 piccolo pizzico di sale
1 goccia di succo di limone
Procedimento
In una ciotola capiente, o nella boule della planetaria, versate l'albume a temperatura ambiente con il pizzico di sale e la goccia di limone.
Aggiungete lo zucchero semolato e iniziate a montare con le fruste elettriche, fino a ottenere un composto ben fermo, lucido e con lo zucchero completamente sciolto.
Incorporate lo zucchero a velo setacciato, a pioggia o a filo, mescolando delicatamente.
Aggiungete le nocciole e amalgamatele con una spatola, con movimenti dal basso verso l'alto, per non sgonfiare la meringa.
Rivestite una teglia con carta forno e formate le meringhe con un cucchiaio o una sac-à-poche, tenendole ben distanziate.
Infornate a 90 °C e lasciate cuocere, o meglio asciugare, per circa un'ora.
Quando sono pronte? Si staccano dalla carta forno senza alcuna resistenza e risultano leggere, friabili e asciutte anche all'interno.
Un territorio in dispensa
Lo show cooking valorizza i prodotti locali, e per le meringhe le nocciole provengono da Cimina Dolciaria (VT), mentre farine, olio, guanciale e altre materie prime della rassegna sono forniti da produttori delle province di Viterbo e Rieti. Una scelta coerente con lo spirito dell'iniziativa: far conoscere ai visitatori non solo i piatti, ma le filiere e le persone che li rendono possibili.
 
Il calendario del viaggio
Quello delle meringhe è il primo di quattro appuntamenti che toccano le due province:
20 ottobre, Viterbo: Meringhe alla nocciola della Tuscia, con Ivan Tiani
27 ottobre, Rieti: Tortellone tricolore della Sabina con crema di carciofi IGP e olio aromatizzato alla maggiorana, con Patrizio Paolucci
5 novembre, Viterbo: Spaghetti alla Fanfarra, con Maurizio Grani
10 novembre, Rieti: Ravioli aperti a "Fezze" con ristretto di pecorino e polvere di guanciale, con Edoardo Isnenghi.
 
Giovanna De Giglio

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