S’Ortali ’e su Monti: il Canto di Pietra della Sardegna tra Fate Guerrieri e Campi di Grano

06.10.2026 14:07
Esistono luoghi in cui la terra non si limita a custodire il passato, ma lo sussurra al vento, trasformando la roccia in un poema millenario. Uno di questi angoli di meraviglia si trova in Ogliastra, a pochi minuti dalle acque turchesi del lido di Orrì a Tortolì: il complesso archeologico di S’Ortali ’e su Monti.
Salire su questa collina di granito significa varcare una soglia temporale invisibile, un viaggio poetico che unisce in un solo respiro il Neolitico e l'Età del Bronzo. Qui, dove il profumo del mirto incontra la brezza marina, la pietra racconta la storia dell'uomo.
Il nostro viaggio comincia nel silenzio del Neolitico recente , davanti alla Domus de Janas, una delle più intime testimonianze della necropoli di Monte Terli che sorge su questo rilievo. La leggenda popolare sarda vuole che queste grotticelle scavate nella viva roccia fossero le case di minuscole e incantevoli fate ("Janas"); la storia, invece, ci svela il loro ruolo di culle per il riposo eterno dei defunti.
 
 Vista sulla Domus de Gianas
 
Accostandovi all'ingresso di questa tomba ipogea, noterete un breve corridoio che conduce a una camera centrale impreziosita da cinque nicchie scavate nel granito. È un luogo di una sacralità primordiale, un grembo di pietra dove le antiche comunità celebravano il ciclo della vita e della morte, millenni prima che i nuragici camminassero su queste stesse colline.
Poco più in là, fiero e imponente, si staglia il profilo del nuraghe San Salvatore (noto anche come nuraghe S’Ortali ’e su Monti). Edificato durante l'Età del Bronzo Medio (1500-1400 a.C.), questo gigante di pietra sorge sulla sommità del colle per dominare la piana costiera sottostante.
 
 Vista sul Nuraghe
 
Il complesso è dominato da una torre centrale (il mastio) originariamente coperta a tholos — la celebre falsa cupola nuragica — e difesa da un massiccio antemurale dotato di tre torri secondarie. Ma a cosa serviva questa maestosa fortezza? Le sue funzioni erano molteplici e vitali per la comunità:
  • Controllo strategico e visivo: Dalla sua cima, le sentinelle sorvegliavano il mare e le vie d'accesso, proteggendo il territorio da incursioni nemiche.
  • Centro di potere e aggregazione: Era il cuore politico e sociale del villaggio, la dimora dei capi clan e il luogo in cui venivano prese le decisioni cruciali.
  • Simbolo di prestigio:Con la sua mole granitica (che un tempo svettava (alto circa 20 metri) ben oltre l'altezza attuale di circa 4 metri ), dichiarava a chiunque si avvicinasse la forza e la ricchezza della comunità locale.
Girando attorno alle mura del nuraghe, ci si imbatte in quello che è considerato il massimo esempio di granaio della Sardegna nuragica. Questo spazio monumentale è composto da dieci silos in pietra destinati all'immagazzinamento e alla perfetta conservazione del grano.
 
 Pietre utilizzate per la macina del grano
 
Il ritrovamento di numerose macine all'interno delle capanne circostanti non lascia dubbi: S’Ortali ’e su Monti non era solo una fortezza militare o un centro sacro, ma una vera e propria "capitale dell'oro biondo". Qui la comunità nuragica batteva il ritmo delle stagioni, coltivando la pianura costiera, accumulando le scorte per i tempi di magra e trasformando i cereali in sostentamento e moneta di scambio. Immaginare il viavai di donne e uomini impegnati nella macinatura, mentre il sole tramonta dietro le vette dell'Ogliastra, restituisce una straordinaria sensazione di vita vissuta.
S’Ortali ’e su Monti è un'esperienza che tocca le corde dell'anima. Camminare tra i menhir che si stagliano come dita di pietra verso il cielo, accarezzare i blocchi del nuraghe e scorgere in lontananza l'azzurro del mare regala una connessione profonda con le radici della civiltà mediterranea. 
 
 Vista sui Menhir
 
Se cercate una Sardegna che vada oltre le spiagge da cartolina, questo santuario di pietra e vento vi aspetta per svelarvi i suoi segreti più antichi.
 
Francesco Zaccaro

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